iSemprevivi+casa

       
       
       

è la nuova tappa del

       
       

PROGETTO VERSO L’AUTONOMIA

       
     

realizzata nell'ambito de iSemprevivi+onlus

per offrire alle persone affette da disagio psichico

l’opportunità di potenziare le proprie capacità di vita autonoma.

     
           
           
           
           
           

Nasce

           
                       
     

CASAALFREDO CIATTI

     
           
           
         
         
       
       
     

I lividi dell’anima a cura di Alfredo Ciatti

     
                               

Situata nel nostro territorio, sarà gestita in stretta relazione con i servizi sociali, equipe di specialisti e volontari.

LA DIMENSIONE FINANZIARIA DEL PROGETTO (affitto, arredi, spese, vitto e costo di gestione della casa) è nell'ordine di 50 mila euro all’anno.

A regime l’attività potrà autofinanziarsi ma ora il suo avvio sarà possibile solo con i sempre generosi contributi della SOLIDARIETÀ DEI PARROCCHIANI

Contribuisci anche tu

alla realizzazione

del progetto!

come?

- Con una donazione che potrà essere consegnata direttamente a Don Sante o Don Domenico oppure

- con bonifico presso agenzia 7 del Banco di Brescia SpA, Via Monte Rosa, 16 -

cc intestato a iSemprevivi Onlus associazione di volontariato

IBAN IT37F0350001607000000019474

causale Casa Alfredo Ciatti

per poter detrarre il contributo inviare i propri dati a isemprevivi@gmail.com

iSemprevivi+onlus ®

associazione di educazione e solidarietà psicologica

Piazza Wagner, 2 – Milano – tel 024817443


     

I lividi dell’anima a cura di Alfredo Ciatti

Io, Alfredo Ciatti, all'età di 15 anni, ho avuto una vera crisi mistica, dopo un viaggio a Loreto, uno ad Assisi, un ultimo a Lourdes con la mia mamma Lidia con i pellegrinaggi Paolini, mi era venuta una vera vocazione sacerdotale e avevo già scelto la Compagnia di Gesù, i Gesuiti.

A scuola non rendevo più e non ero più il primo della classe.

L'importante, mi disse il mio neurologo Dottor Comellini, è saper stare con i Padri Gesuiti e i Padri Diavoli.

Purtroppo però all'età di 16 anni il diavolo ci mise la coda e in Inghilterra , a Londra, mi venne una vera e propria lacerazione del cuore del plesso solare, e se non avessi sussurrato con la mente 10 Ave Maria, sarei morto, ero già cianotico.

Nel mio caso clinico l'epilessia è stata una limitazione della mia anima. Per anima io intendo la mente, sentimenti, sensazioni, emozioni, fede .

Inoltre in me si agitavano pensieri ricorrenti blasfemi che mi tormentavano giorno e notte. Anche la psicoterapia unita alla farmacologia e a una preghiera fervente aiuta nella prosecuzione della vita.

Io personalmente all'età di 17 anni e mezzo, dopo una febbre altissima contratta alla piscina Solari, sono stato ricoverato al Paolo Pini , ad Affori, per ben tre volte consecutive. Dopo però mi ha curato a casa la mia mamma infermiera con psicoperido 1, pagitane e largactil.

La mia malattia ha provocato nel 1972 una lacerazione del mio cuore anche in senso fisico. Avevo una sensazione di leggera follia. Tutto ciò ha determinato una forma dissociativa.

Per ben 20-25 anni sono stato bene, abbastanza bene, perché ero in famiglia con mio padre e mia madre e le mie due nonne che adoravo. La mia anima era un po' affaticata, stanca, stufa di proseguire. Nascondevo la faccia sotto il lenzuolo e nel 1974, per il dolore, mi ero arrampicato sulla finestra della mia camera da letto e avevo tentato il suicidio, il giorno dopo mio padre mi ha fatto ricoverare.

La mamma mi ha fatto sentire tradito.

Poi mi hanno fatto anche 5 elettroshock, però l'unica cosa bella era che al Paolo Pini c'era la chiesa e la biblioteca; non ero quasi mai in reparto e gli stessi malati di mente

avevano rispetto di me.

La mancanza della libertà era il mio dispiacere, c'era il cancello: non si poteva andare oltre. Nel 1990 è morto mio padre e nel 1999 mia madre e da allora vado al c.p.s.

Prendo Aldol per iniezione e ho avuto addirittura una sentenza d'interdizione: incapace di intendere e di volere.

Oggi, dopo tutto quello che mi è successo, dopo 5 elettroshock, a causa delle medicine che devo e dovrò sempre assumere, sento che la mia anima è appesantita e limitata, ho grandi difficoltà a leggere, a studiare, a lavorare, e quindi a vivere. Ritengo che tutto ciò abbia limitato e limiterà la mia anima nel senso che ho già detto.

Io soffro perché so che se non fossi stato malato avrei avuto una vita diversa, piena e con un'anima non così chiusa. Nonostante ciò, non sento ribellione nei confronti di Dio, anche perché so che c'è gente che sta peggio di me.

La malattia mentale è una sofferenza psicofisica con note depressive e conduce ad una visione opaca, cupa della vita, negando la realtà esterna, l'obiettività.

Don Domenico Storri mi fa lavorare e mi dà dignità, rispetto e voglia di vivere.

I lividi dell'anima sono le alterazioni patologiche delle sinapsi. Ho voluto scegliere per la mia relazione di questa sera il titolo “lividi dell'anima” perché è un'immagine che rievoca la mia malattia mentale.

Alfredo Ciatti

     

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